Rivitalizzazione dei comuni a rischio spopolamento del Trentino

Bando pubblico da 10 milioni per assegnare contributi fino a 80.000 euro alla residenza in 32 comuni della Provincia. Cgil: «una boutade della Pat, una lotteria che farà felici 150 famiglie».

0
114
Rivitalizzazione dei comuni trentino laboratorio

Bando pubblico da 10 milioni per assegnare contributi fino a 80.000 euro alla residenza in 32 comuni della Provincia. Cgil: «una boutade della Pat, una lotteria che farà felici 150 famiglie».

La provincia di Trento ha avviato un progetto volto alla rivitalizzazione di 32 comuni a rischio di spopolamento, assegnando a cittadini che vogliano trasferire la loro residenza, acquistando un immobile da ristrutturare un contributo fino a 80.000 euro con il vincolo di mantenerla per almeno 10 anni.

Nelle intenzioni della giunta provinciale che ha varato il provvedimento, questo vorrebbe essere una sorta di riconoscimento di come vivere e abitare in montagna sia più difficoltoso che nelle aree di pianura del fondovalle.

Il bando che sarà operativo alla fine di aprile, prevede un fondo da 10 milioni di euro già stanziati nella manovra di assestamento di bilancio 2024, che in un futuro potrebbe essere esteso anche ai territori con trend demografico non negativo, in base all’interesse concreto che emergerà rispetto alla pubblicazione del bando.

I beneficiari del progetto sono persone fisiche che hanno o intendono acquisire un diritto di proprietà o di godimento su un immobile nei comuni coinvolti. È possibile richiedere il contributo per un massimo di tre unità immobiliari. Chi accede al finanziamento deve stabilire la propria residenza o locare l’immobile a canone moderato a persone che trasferiscono la residenza nel comune per almeno dieci anni. Il beneficiario non deve essere già residente nel comune in cui si trova l’immobile, salvo il caso di richiedenti under 45, per i quali questo vincolo non si applica.

I contributi previsti per la ristrutturazione di immobili esistenti coprono fino al 40% della spesa nei centri storici e al 35% nelle altre aree, con un tetto massimo di 80.000 euro (su una spesa ammessa di 200.000 euro). Per l’acquisto semplice di immobili il contributo è di 20.000 euro.

La misura per la rivitalizzazione dei comuni riguarda gli abitati di Altavalle, Bleggio Superiore, Bondone, Borgo Chiese, Bresimo, Canal San Bovo, Castel Condino, Castello Tesino, Cis, Cinte Tesino, Dambel, Frassilongo, Grigno, Livo, Luserna, Mezzano, Novella, Ospedaletto, Peio, Pieve di Bono-Prezzo, Pieve Tesino, Rabbi, Rumo, Sagron Mis, Segonzano, Sover, Terragnolo, Tre Ville, Valdaone, Valfloriana, Vallarsa, Vermiglio.

La proposta della Provincia di Trento è definita «una boutade» da parte del segretario della Cgil, Andrea Grosselli, secondo cui, dati alla mano, lo spopolamento della montagna di cui parla la Provincia non c’è. «Negli ultimi trent’anni, dal 1991 al 2023, il numero di abitanti nei comuni sopra i 500 metri in Trentino è cresciuto, non diminuito, passando da 171.175 a 194.630, con un incremento del 13,7%. Anche sopra i 1.000 metri di altitudine, oggi ci sono più residenti di 30 anni fa. Ma non c’è spopolamento neppure per la Provincia che in documento di soli due anni fa scriveva che “la montagna trentina è una montagna viva, dove uomo e ambiente hanno imparato a convivere. (…) Non si può parlare di un vero e proprio spopolamento della montagna perché attualmente più del 6% della popolazione vive sopra i 1.000 metri e il 16% vive sopra i 750 metri”».

Per Grosselli «è ovvio che se si individuano specifiche situazioni di piccoli comuni avremo anche dei dati in calo, ma come dimostra il documento di Ispat del 30 maggio 2022, nelle stesse Comunità di Valle accanto ai comuni che si rimpiccioliscono ce ne sono altri che crescono. Si deve quindi fare un ragionamento per aree territoriali omogenee e costruire politiche su misura per i singoli territori. Basterebbe investire sull’Autonomia delle Comunità di Valle, stimolando, valutando e finanziando progetti che nascono sul territorio. Invece si illudono i comuni con politiche centralistiche decise a Trento senza nessun coinvolgimento dei territori e soprattutto senza una vera analisi dei problemi delle comunità».

Per il sindacato la montagna e i suoi abitanti hanno bisogno di ben altro. Servono cioè servizi, a cominciare da quelli per le giovani famiglie e per gli anziani, sempre più soli nelle valli, fino ai trasporti, serve promuovere la diffusione di posti di lavoro di qualità in termini retributivi e organizzativi, serve una politica abitativa che contrasti l’overtourism e la speculazione immobiliare.

«Di tutto questo, però, nel piano di rivitalizzazione dei comuni della Giunta non c’è traccia – conclude amaramente il segretario della Cgil del Trentino -. Fa rabbia vedere traditi così gli “Stati Generali della Montagna”: non si possono infatti risolvere problemi complessi con interventi fatti a naso, senza nessuna analisi, senza nessuna valutazione di impatto. Poi non possiamo sorprenderci se l’incentivo attrae l’interesse di canadesi, polacchi o connazionali fuori dai confini, ma non dei giovani trentini. Perché la realtà è un’altra. Siamo di fronte all’ennesimo provvedimento spot, che non avrà alcuna ricaduta concreta sulla comunità. Una nuova lotteria che farà felici 150 famiglie, ma lascerà ancora più sole le periferie».

Per rimanere sempre aggiornati con le ultime notizie de “Il NordEst Quotidiano”, iscrivetevi al canale Telegram per non perdere i lanci e consultate i canali social della Testata. 

Telegram

https://t.me/ilnordest

Linkedin

https://www.linkedin.com/company/ilnordestquotidiano

Facebook

https://www.facebook.com/ilnordestquotidian

X

© Riproduzione Riservata