Italfood cresce e rilancia ad Ala: nuove produzioni ed assunzioni

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prodotti italfood pasta tortellini 1Spostata la sede legale da Verona ad Ala dove è attivo lo stabilimento

Trasferimento della sede legale da Verona ad Ala. Consolidamento degli attuali 48 occupati che saliranno a 63 entro il 2018. Avviamento di una linea produttiva che consentirà ulteriori sbocchi sul mercato europeo con un incremento atteso di fatturato pari a 5 milioni di euro l’anno nel prossimo quinquennio.

Queste le principali ricadute dell’operazione di leasing siglata da Trentino Sviluppo e Italfood, azienda specializzata nella produzione di pasta fresca. L’accordo negoziale, che supporterà il piano di sviluppo dell’azienda nei prossimi anni, è stato siglato anche dalle parti sindacali FLAI-C.G.I.L. e FAI-C.I.S.L. e sottoscritto da Alessandro Olivi, vicepresidente delle provincia di Trento.

«Italfood – ha osservato Olivi – è una realtà medio-piccola andata crescendo negli anni, parte di quella filiera agroalimentare che sul territorio di Ala ha una tradizione importante, e che oggi decide con coraggio di investire in nuove linee produttive, incrementando la propria forza lavoro, già per metà rappresentata da occupazione femminile».

Flavio Tosi, presidente di Trentino Sviluppo, ha voluto sottolineare la propensione all’export dell’azienda di Ala, ma anche la solidità e la credibilità che contraddistinguono la componente imprenditoriale. «Italfood è un’azienda nella quale i titolari credono per primi – ha detto Tosi – mettendoci cuore, passione e capacità manageriale. Una componente talvolta sottovalutata ma che fa la differenza».

Italfood Ala Srl è nata nel 1997 dall’esperienza pluriennale dei propri soci fondatori nell’attività di produzione della pasta fresca all’uovo. Ogni anno dallo stabilimento di Ala escono circa 8.000 tonnellate di spaghetti, tagliatelle, lasagne, ravioli e tortellini destinati alla grande distribuzione organizzata quali supermercati e discount alimentari, sui cui scaffali arrivano con marchi propri (come “Cascina d’Oro”, “Primi in Cucina”) ma anche in confezioni a marchio del committente (i cosiddetti “private label”).

Italfood, guidata dall’amministratore unico Arturo Madini, nel 2012 ha fatturato 13,8 milioni di euro, in crescita rispetto agli anni precedenti, si appresta a chiudere il 2013 sui 14,5 milioni di euro e prevede per i prossimi anni una crescita costante grazie in particolare al traino dell’export verso il mercato europeo. Nel compendio industriale di Ala sono attualmente occupate stabilmente 48 unità lavorative, tra cui 1 amministratore, 36 operai ed 11 impiegati. Sono in prevalenza donne (27 su 48), con un’età media di 38 anni e per il 20% in possesso di laurea o diploma.

L’operazione di leaseback riguarda una porzione di circa 1.800 mq di spazi produttivi, oltre ad un’area esterna di circa 1.000 mq, dello stabilimento alense, cuore produttivo della società. Immobile che Trentino Sviluppo acquisisce ad un valore di 1,3 milioni di euro, mettendo a disposizione di Italfood – che si è impegnata a riacquistarlo entro 18 anni secondo un preciso piano di leasing – la liquidità necessaria da investire nello sviluppo dell’azienda. In particolare potrà essere implementata e messa a regime la nuova linea produttiva acquistata nel 2013, per un costo di 700.000 euro, che unitamente alla messa in funzione della linea operativa della società collegata Alagourmet permetterà di raggiungere i livelli occupazionali previsti. In particolare la società Alagourmet, operante ad Ala, si dedicherà alla produzione di semilavorati e nuovi prodotti da inserire sul mercato europeo.

Interessanti anche le ricadute per il territorio dell’operazione: radicamento in Trentino grazie al trasferimento della sede legale da Verona ad Ala, rafforzamento finanziario, investimenti di sviluppo aziendale ai quali consegue un consolidamento dei livelli occupazionali che dovranno raggiungere 50 unità entro il 2014 per Italfood (con un incremento di 2 unità rispetto ai livelli attuali) e di 13 unità entro il 2018 per Alagourmet, da poco costituita e che attualmente non impiega personale. Entrambi i livelli occupazionali dovranno essere mantenuti fino al 31 dicembre 2020, con una riduzione che non potrà eccedere il 5%.