Roana, nuova vita all’Istituto elioterapico di Mezzaselva

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Istituto elioterapico roana consegna chiavi 1La struttura sull’Altopiano di Asiago diventerà centro d’eccellenza nella riabilitazione cerebrale

L’Istituto Elioterapico di Mezzaselva di Roana, nell’Altopiano di Asiago, esce dall’abbandono nel quale si trova da quasi una decina d’anni e si avvia ad una nuova vita attiva, che inizierà secondo le previsioni dal prossimo maggio. Si chiamerà NIREM: Nuovo Istituto Riabilitativo Elioterapico di Mezzaselva. E in quel “nuovo” c’è un progetto di eccellenza, orientato soprattutto alla riabilitazione dei danni e delle degenerazioni cerebrali, riferimento non solo sanitario e assistenziale, ma anche dal punto di vista didattico, che sarà realizzato dalla Società “Progetto 33 – Iniziativa Sanitaria”.

Il nuovo Istituto, inoltre, si collegherà al progetto rivolto al turismo accessibile che l’AULSS n. 3 di Bassano intende mettere in pista nell’ambito di una generale riqualificazione del sistema sanitario e socioassistenziale dell’Altopiano di Asiago.

Questo processo, che creerà scienza, salute, immagine, economia e occupazione, ha preso avvio nel municipio di Roana, dove è stato firmato il contratto di locazione dell’edificio, sottoscritto dal Direttore Generale dell’ULSS 3 Fernando Antonio Compostella e da Marica Vezzaro e Michele Munaretti, rispettivamente direttore amministrativo e direttore generale di “Progetto 33”, presenti il sindaco Valentino Frigo, gli assessori regionali Marino Finozzi e Roberto Ciambetti, il presidente di “Progetto 33” Sante Bressan, il coordinatore scientifico prof. Giorgio Rizzato e tantissima gente che ha voluto assistere alla nascita del “rinascimento” sanitario della struttura. Il contratto è stato firmato con una penna d’eccezione, quella di Mercurio Lina Rizzato, madre del prof Rizzato, che nel 1946 fu ospite dell’Istituto Elioterapico e fu tra le promotrici di un suo riutilizzo sanitario.

Nell’occasione Bressan ha ribadito i tre progetti per il rilancio dell’assistenza sociosanitaria dell’Altopiano di Asiago: il recupero di Mezzaselva, appunto; la ripresa (tempo permettendo) dei lavori del nuovo ospedale rimasti fermi per effettuare una consistente bonifica bellica; la realizzazione del progetto di turismo accessibile per tutto l’altopiano, del quale Mezzaselva diventerà un punto focale e anche di richiamo. Quest’ultima iniziativa ha anche risvolti economici in un’area dove il turismo rappresenta una attività produttiva vera e propria. In Europa già oggi ci sono 120 milioni di persone che hanno qualche disabilità (motoria, sensoriale, alimentare, dovuta all’età o a situazioni transitorie) – ha sottolineato Finozzi – che si muovono per turismo scegliendo le mete in base appunto alla accessibilità. E dove il turismo è accessibile, stanno meglio tutti. In questa iniziativa – ha ricordato dal canto suo Ciambetti – la Regione è dalla vostra parte. Dopo la firma del contratto, Compostella ha consegnato a Bressan le chiavi della struttura.

Per il NIREM sono previsti la destinazione sanitaria, in parte con attività ambulatoriale e residenziale; la gestione globale sulla riabilitazione di carattere sia ortopedico che traumatologico, sia fisiatrico che neuropsichiatrico; la formazione con corsi di laurea triennali in Fisioterapia ed Infermieristica in accordo con l’Università di Padova e corsi di formazione permanente per gli operatori socio-sanitari.

Dal punto di vista economico, sono previsti la completa auto-sostenibilità con autonomia e indipendenza dall’Azienda Sanitaria e dall’Ente Regione Veneto; l’impiego di una forza lavoro stimata complessivamente in 70 unità (tra operatori addetti all’assistenza, infermieri professionali, fisioterapisti, personale ausiliario, ecc.); la corresponsione di un canone annuo di 186.000 euro che “Progetto 33” verserà all’ULSS 3, a partire dal 43esimo mese di locazione; la realizzazione, finanziata dall’ULSS 3, dei lavori di manutenzione straordinaria per ricondurre l’immobile nelle normali condizioni d’uso, per un costo pari allo storno dei canoni di locazione per i primi 42 mesi; l’esecuzione di ulteriori interventi di ristrutturazione edilizia per adattamenti finalizzati allo svolgimento delle attività proprie della società offerente con onere completo a carico della stessa. Il contratto di locazione ha una durata prevista di 9 anni, rinnovabile di ulteriori 9.